Pasta: un classico della cucina italiana perfetta anche in estate 

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05.08.201905.08.2019

Pasta, il prodotto made in Italy per eccellenza con più di 300 tipologie di formati


Pasta corta, lunga, fresca, secca, ripiena, integrale e con farine alternative. 

 

Quanto sappiamo di lei e come possiamo cucinarla per renderla sfiziosa anche in estate?

 

A chi piace un pò di più a chi un pò meno, la pasta rappresenta sicuramente il piatto per eccellenza che incontra il gusto di tutti: la pasta italiana è uno dei cibi che ci rappresenta in tutto il mondo.

 

Ad oggi pare che ne esistano più di 300 formati pronti a soddisfare ogni esigenza culinaria.

Ci sono ovviamente i formati classici, come fusilli, spaghetti e penne, esistono poi formati e consistenze molto variegate, alcune molto spesso conosciute solo a livello regionale.

 

Il primo modo per distinguere i tipi di pasta è attraverso i suoi ingredienti: la base della pasta a grano duro è la semola, che si ottiene dalla macinazione del frumento triticum durum, mentre la base della pasta fresca è la farina che si ottiene dalla macinazione del triticum aestivum.

La pasta di grano duro ha come principale caratteristica quella di trattenere l’amido al suo interno che incide sulla qualità della cottura e contiene glutine, proteine e altre sostanze antiossidanti.

 

Fondamentale nel processo produttivo della pasta artigianale è la trafilatura, ovvero la tecnica con cui vengono forgiati i vari formati: pasta corta, lunga, la pastina e i formati speciali. 

Avrete sicuramente sentito parlare di trafilatura al teflon o al bronzo: questo dipende dal materiale in cui è fatta la trafila.

 

La trafilatura al bronzo è la più apprezzata: passaggi lenti che assicurano un'ottima porosità che permette al prodotto finito di assorbire meglio i sughi.

Di contro però, la trafilatura al teflon produce una pasta liscia, che al termine della cottura risulta scivolosa, caratteristica particolarmente apprezzata da tanti.

 

La regione che primeggia per maggiore varietà di pasta è l'Emilia Romagna con 15 tipi di prodotti, seguita a ruota dalla Campania con 14, dalla Liguria con 11 e dalla Lombardia e Sardegna, a pari merito con 10. 

 

Volete saperne alcuni? E il primo piatto è servito!

 

  • Valle d’Aosta: fettuccine di castagne e gnocchi
  • Lombardia: bigoli, cappelloni, tortelli cremaschi, tortelli di zucca
  • Piemonte: agnolotti del Plin, tajarin.
  • Liguria: bavette, gasse, pansotti, picagge, trenette, trofie
  • Trentino Alto Adige: canederli, spatzle, strangolapreti
  • Friuli Venezia Giulia: blées, cjalsons
  • Veneto: bigoli, casonziei, lasagne da fornel, paparele
  • Emilia Romagna: anolini, bazott, cappellacci, garganelli, gramigna, lasagne, maltagliati, passatelli, pisarei, tortellini, tortelli
  • Marche: lasagne, maccheroncini di Campofilone, maltagliati, pappardelle, tortelli di San Leo, vincisgrassi
  • Toscana: lasagne matte, matuffi, pannicelli, pici, strapponi, tortelli maremmani
  • Umbria: ciriole, frascarelli, picchiettini, strangozzi, strascinati, umbricelli
  • Abruzzo: maccheroni alla chitarra, pecorara, scrippelle, tacconi
  • Lazio: bucatini, ciacamarini, fettuccine, gnocchi alla romana, maccaruni ciociari, sagne, tonnarelli
  • Molise: cicatelli, laganelle, taccozze
  • Puglia: capunti, cavatelli, orecchiette, sagne ‘ncannulate, strascinati, tria, troccoli
  • Calabria: cannarozzi, fileja, ferrazzuoli, schiaffettoni, shtridhelat, stroncatura
  • Basilicata: bucce di mandorla, manate, rascatielli, ravioli materani, scialatielli
  • Campania: bucatini, calamari, candele, cortecce quattro dita, fusilli, lasagna napoletana, mafalde, paccheri, scialatielli, spaghetti, vermicelli, vesuvi, ziti, zuzzeri
  • Sicilia: anelli, busiate, cannaruzzini, catanesella, cuscusu, lasagne cacate
  • Sardegna: culurjones, chiusoni, filindeu, fregola sarda, lorighittas, maccarones de Busa, malloreddus, pillus

 

Per quanto riguarda poi le farine utilizzate, ormai se ne trovano per tutti i gusti: oltre alle farine che ben conosciamo e la recente tendenza a scegliere i prodotti integrali, interessanti sono le farine alternative e le farine derivate per esempio da spinaci, lenticchie rosse, piselli, ceci e chi più ne ha ne metta!

 

Ciò che fa sempre più la differenza è l’origine del grano utilizzato per la produzione di pasta.

In grande crescita sul mercato si trovano tipi di pasta prodotta in Italia preparati con farina derivante da agricoltura biologica e biodinamica. Questo tipo di agricoltura garantisce l’utilizzo di sole sostanze naturali, eliminando quelle chimiche.

 

Ogni formato poi va declinato con un proprio sugo: alcuni esempi?

 

Spaghetti aglio, olio e peperoncino o allo scoglio, le linguine al pesto, i vermicelli con sugo di cinghiale o di lepre, le fettuccine Alfredo, burro e parmigiano, bucatini cacio e pepe e mille altri ancora.

 

Ma in estate come possiamo declinare i nostri piatti di pasta per renderli sfiziosi anche con il caldo?

 

Un grande classico è il sugo freddo di pomodori maturi, tagliati a pezzetti e conditi almeno 30 minuti prima con pochissimo aglio, basilico fresco, pepe, sale e olio extra vergine di oliva.

Un buon connubio è anche mais bollito, olive greche e feta con abbondante origano.

Ottimo ma va servito caldo, il condimento di passata, aglio, tonno e origano.

 

Si sa, con la pasta tutto o quasi è consentito...come sempre è una questione di gusto personale...tu quale condimento preferisci?

 

Se sei curioso di scoprire altre eccellenze del territorio, visita la rubrica "Parliamo di".

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