Maggio, il mese dei colori in tavola 

Frutta e verdura colorate in tinta con la primavera. Rucola, patate novelle, zucchine e fagiolini, fragole, ciliegie e nespole i prodotti “top” di questo periodo. Per un’alimentazione sana e leggera a base di cibi ricchi di proprietà al passo con la stagione


Mese che vai, frutta e verdura che trovi. Maggio è sicuramente il mese dei prodotti della terra colorati. Che non devono mai mancare sulla vostra tavola. Cominciamo dalla ruchetta (in usi regionali rughetta) o rucola. E’ una pianta erbacea annuale originaria dell'area del bacino del Mediterraneo e dell'Asia centro-occidentale. Oggi è coltivata anche in altre parti del mondo. Cresce fino agli 800 metri di altitudine, in terreni fertili e sabbiosi. Le foglie sono usate a scopo culinario e apprezzate per il loro sapore deciso. È tipico l'uso dell'insalata di rucola come contorno, ma anche per realizzare un pesto (condimento per la pasta).
Poi c’è la patata novella o primaticcia: una patata ottenuta dalla coltivazione di varietà precoci e precocissime, non giunte a maturazione completa. La buccia della patata novella è sottilissima e può essere asportata per sfregamento. In Italia la patata novella viene ottenuta con un ciclo di semina e raccolta molto breve. Raccolta entro giugno, prima del completo indurimento della buccia, viene immediatamente destinata al mercato per essere consumata. Solitamente il prodotto si ottiene dalle zone del centro-sud italico caratterizzate da inverni miti, con temperature che solo raramente scendono al di sotto di 0 °C. La produzione di patate novelle copre il 33,9% rispetto al totale nazionale. Esistono tantissime varietà di patate novelle in Italia. Le aree di maggiore rilevanza sono quella ionica, con Galatina (Lecce), Manduria (Taranto) e Santa Maria di Leuca, quella adriatica del barese con Mola di Bari, Polignano a Mare, Monopoli, Barletta e Margherita di Savoia (Foggia).
E che dire della zucchina (o zucchino)? E’ una specie della famiglia delle Cucurbitaceae i cui frutti sono utilizzati immaturi. È una pianta annuale con fusto erbaceo flessibile strisciante o rampicante, gracile. La pianta produce fiori monosessuati. I fiori maschili sono sterili, ma necessari per l'impollinazione dei fiori femminili, a partire dei quali si sviluppa il frutto. L'impollinazione avviene per azione di insetti o del vento. Della zucchina fa parte anche il fiore di zucca (chiamato anche fiorillo): colore giallo-arancione, è molto utilizzato in campo culinario, solitamente fritto, per ricavarne piatti come gli sciurilli napoletani o i fiori di zucca in pastella “alla romana”. Le zucchine hanno un bassissimo valore calorico e sono composte per il 95% d'acqua. Contengono molte vitamine A e C e carotenoidi, che apportano una consistente azione antitumorale. Sono riconosciute molto utili per astenie, infiammazioni urinarie, insufficienze renali, dispepsie, enteriti, dissenteria, stipsi, affezioni cardiache e diabete. Oltre a tutto quello già elencato, fin dall'antichità venivano utilizzare per favorire il sonno, rilassare la mente, ed era particolarmente indicato per chi si sentiva spossato. Inoltre è provato che l'azione delle zucchine sulla nostra pelle è molto benefico giacché favorisce l'abbronzatura (essendo molto presente la vitamina A) e ne combatte l'invecchiamento. Riconosciuto è anche l'aiuto apportato dai semi di zucca nella cura della prostata.
Tra i frutti di maggio come non citare la fragola? Si tratta di un frutto aggregato o falso frutto delle piante del genere Fragaria a cui appartengono molte specie differenti. Comunemente con questo termine si intende la parte edule della pianta: anche se le fragole sono considerate dei frutti dal punto di vista nutrizionale, non lo sono dal punto di vista botanico: i frutti veri e propri sono i cosiddetti acheni ossia i semini gialli che si vedono sulla superficie della fragola. La fragola viene considerata come un frutto aggregato perché non è altro che il ricettacolo ingrossato di un'infiorescenza, posizionata di norma su un apposito stelo. La pianta, al di fuori del sistema riproduttivo, ha sistemi di moltiplicazione non sessuale, come lo stolone, ramificazione laterale radicante per mezzo della quale può produrre nuovi cespi che sono di fatto cloni dello stesso individuo vegetale. Le fragole oggi comunemente coltivate sono ibridi derivanti dall'incrocio tra varietà europee e varietà americane.Dotate di un buon contenuto calorico a causa dell'elevato tenore zuccherino, le fragole rappresentano una eccellente fonte di vitamina C e diflavonoidi, oltre ad avere proprietà antiossidanti. Della famiglia dei flavonoidi fanno parte gli antociani, i quali sembrerebbero essere responsabili delle potenziali caratteristiche anti-infiammatorie delle fragole. I maggiori produttori mondiali sono gli Stati Uniti e la Turchia.
E poi la ciliegia, frutto del ciliegio, pianta domesticata è stata ottenuta da ripetute ibridazioni della specie botanica. Può nascere da due diverse specie botaniche. Da una parte il ciliegio dolce (cosiddetto Prunus avium), che produce le ciliegie che siamo abituati a consumare come frutta fresca. Dall’altra il ciliegio visciolo che produce le amarene e le marasche, genericamente definite come ciliegie acide. Il frutto, normalmente sferico, può assumere anche la forma a cuore o di sfera leggermente allungata. Il colore, normalmente rosso, può spaziare, a seconda della varietà, dal giallo chiaro del graffione bianco piemontese al rosso quasi nero del durone nero di Vignola. Anche la polpa assume colorazione e consistenza diverse a seconda della varietà e passa dal bianco al rosso nerastro nel primo caso e dal tenero al croccante nel secondo caso. Il gusto è dolce, mai stucchevole, con punte di acidulo. Il frutto matura nel periodo primaverile-estivo e contiene un solo seme duro, color legno. La raccolta ha inizio dalla metà di maggio fino ai primi di luglio. La raccolta delle ciliegie coincide nella maggior parte dei casi con il mese di giugno. Il 24 giugno, festa di San Giovanni, si completa la raccolta delle ciliegie precoci e di media maturazione, per questo le piccole larve bianche del Dittero Rhagoletis cerasi che si trovano nei frutti infestati in tale periodo, sono detti appunto "giovannini", o l'equivalente, nei vari dialetti o lingue locali.
Tipica di maggio è anche la nespola della famiglia delle Rosaceae. Il nespolo comune non deve essere confuso con il Nespolo del Giappone: i termini di nespolo e nespola, nel lessico comune, fanno infatti riferimento in genere all'albero e ai frutti della specie Eriobotrya japonica, pure questa appartenente alla Famiglia delle Rosaceae. Peraltro l'antico proverbio “col tempo e con la paglia maturano le nespole” sta ad indicare che il frutto non può essere consumato alla raccolta, nel tardo autunno, ma vanno lasciati “ammezzire” in un ambiente asciutto e ventilato, (appunto sulla paglia) cioè rammollire e virare di colore dal marrone chiaro al marrone scuro. La metamorfosi enzimatica trasforma la polpa e cancella il forte sapore acido ed astringente, rendendole commestibili, questo nonostante la robusta buccia ed i numerosi e durissimi semi rendano problematico il consumo. Di fatto esiste un solo modo per consumarle al naturale, tolto il picciolo, succhiare la polpa trattenendo i semi in bocca senza deglutirli. 

Condividi