Tutti a tavola, la Lombardia è servita 

Viaggio alla scoperta di un tradizione antica e ricca di sapori. Dai vini ai salumi: un sorso di Oltrepò pavese o di Moscato di Scanzo per accompagnare il celebre risotto alla milanese o una fetta di Salame d’oca di Mortara. E poi i salumi e formaggi tipici: dal Bitto alla Luinese


A dicembre Gros vi accompagna alla scoperta della cucina lombarda. Tra prodotti tipici e specialità di una regione ricca di storia e tradizione culinaria. Tra le pianure, le colline e le montagne di una terra di passaggio tra la penisola italiana e il Nord Europa.
VINI. A cominciare dai vini. L’Oltrepò Pavese metodo classico è un vino spumante Docg la cui produzione è consentita esclusivamente nella provincia di Pavia. È prodotto con uve coltivate nelle stesse zone dell’Oltrepò Pavese Doc, di cui era una tipologia fino al riconoscimento come Docg nel 2007. Viene prodotto in quattro tipologie: Oltrepò Pavese metodo classico; Oltrepò Pavese metodo classico rosé; Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero; Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero rosé. Il Moscato di Scanzo o Scanzo è un vino Docg la cui produzione è consentita nella sola provincia di Bergamo. Comprende parte del territorio del comune di Scanzorosciate. Colore rosso rubino, più o meno intenso, che può tendere al cerasuolo con riflessi granati, odore delicato, intenso, persistente, caratteristico, sapore dolce, gradevole, armonico, con leggero retrogusto di mandorla e acidità totale minima di 4,50 g/l. Tra gli abbinamenti consigliati sicuramente quello dei formaggi è il più adatto, visto il deciso sapore di questo vino. Ottimo anche con cioccolato fondente. Lo Sforzato o Sfursat di Valtellina è un vino, passito secco Docg la cui produzione è consentita in provincia di Sondrio. Colore rosso rubino con eventuali riflessi granato, odore: intenso con sentori di frutti maturi, ampio, sapore morbido, asciutto, strutturato e di carattere, con eventuale percezione di legno. Lo Sforzato, vino complesso e strutturato, si abbina con particolare felicità a piatti di carne importanti e salsati. Selvaggina di pelo e di piuma e brasati sono ideali. anche con formaggi.
FORMAGGI E SALUMI. ll Bitto è un prestigioso formaggio d’alpeggio Dop che ha ottenuto il riconoscimento in sede europea nel 1996. È un formaggio grasso a pasta cotta e semidura, prodotto lavorando il latte vaccino crudo intero in loco due volte al giorno, la mattina e la sera, subito dopo la mungitura. Al latte vaccino può essere aggiunto latte caprino crudo in misura non superiore al 10%. La qualità del latte dovuta alle erbe dei pascoli, l’abilità dei casari e la cura nella stagionatura determinano le caratteristiche uniche di questo formaggio: il sapore dolce e delicato diventa più intenso e strutturato con il procedere dell’invecchiamento che può protrarsi anche fino a dieci anni. L’eventuale aggiunta di latte caprino accentua il caratteristico aroma. La Formaggella del Luinese è un formaggio a pasta molle prodotto in Italia dal latte intero e crudo di capra di razza Camosciata delle Alpi, Nera di Verzasca o Saanen, oltre ai relativi meticci. È un prodotto Dop. Testimonianze della Formaggella si ritrovano già in un trattato del XVII secolo in cui si fa riferimento ad uno specioso formaggio che si fa inValtravaglia. Il formaggio si presenta in forma cilindrica con un diametro di circa 15 centimetri e ogni toma pesa dai 700 ai 900 grammi. La pasta è semidura e di colore bianco. Il salame di Varzi Dop è un preparato a base di carne a Denominazione di origine protetta, originario delle zone del comune di Varzi nell’Oltrepò pavese in provincia di Pavia. L’origine di questo salame è incerta, essendo un prodotto così importante e antico. Secondo alcune fonti, sembra che già i Longobardi allevassero il maiale. Infatti i Longobardi, durante le loro varie transmigrazioni in tutta Europa (dal II al VI secolo) causate dalla mancanza di terre, da una forte crescita della popolazione e da un irrigidimento del clima, in un’epoca di problemi e ristrettezze economiche, avevano bisogno di un prodotto a lunga conservazione. Già nel XII secolo era usato come pietanza prelibata: i marchesi Malaspina, un’indiscussa famiglia longobarda , lo servivano agli ospiti durante pranzi e cene. Nel corso dei secoli a venire, i contadini iniziarono a considerare il maiale come una risorsa indispensabile per la loro sopravvivenza: grazie alla produzione nell’ambito famigliare, il salame si inserì facilmente nella povera mensa dei contadini.
SPECIALITA’. Pera mantovana Igp è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. Il disciplinare di produzione prevede sei varietà di pera: William, Max Red Bartlett, Conference, Decana del Comizio, Abate fetel e Kaiser. Nota già nel 1475, la pera mantovana è coltivata nella parte meridionale della provincia di Mantova, in particolare nell’Oltrepò mantovano, nel Viadanese e nei comuni rivieraschi a nord del Po. Su quasi mille ettari si producono ogni anno circa 300mila quintali di pere. Tra le specialità più note della cucina lombarda ecco il risotto alla milanese. La preparazione prevede soffritto leggero di cipolla e midollo di bue in burro, tostatura del riso (oltre al Carnaroli ultimamente sono state riscoperte anche altre varietà quali: Rosa Marchetti, Baldo, Maratelli, e Vialone Nano), sfumatura con vino bianco e aggiunta di brodo a mestoli fino a cottura, continua mescolatura con cucchiaio di legno, a metà della quale si aggiungerà lo zafferano (meglio se in pistilli) e il formaggio grattugiato e i gastronomi sono concordi. Le “interpretazioni” nascono sulla quantità e qualità degli ingredienti e su quale sapore fare emergere al momento della “spiattatura”. E per fiire il salame d’oca di Mortara: un salume cotto a base di carne d’oca e maiale. Si fregia di certificazione Indicazione geografica protetta. Il salame d’oca di Mortara Igp è ottenuto da carne di oche nate, allevate e macellate nell’ambito dei territori della regione Lombardia. La zona di origine e produzione principale è localizzata nella Provincia di Pavia, in Lomellina, nel comune di Mortara. Nella produzione del “Salame d’oca di Mortara” le materie prime sono costituite dalle parti magre dell’oca per il 30-35 %, dalle parti magre del suino, come per esempio coppa del collo, spalla o altre parti magre per il 30-35 % e dalle parti grasse del suino, quali guanciale o pancetta, per il restante 30-35 %.
La percentuale di carne d’oca utilizzata, non deve comunque mai scendere sotto un terzo del totale.

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