Sole e sapori, alla scoperta della Sicilia 

Crocevia di culture e storia. Anche in cucina. Dalla tradizione vitivinicola, dal Malvasia al Marsala passando per il Salaparuta, ai salumi e formaggi, come il Piacentinu Ennese e il prosciutto crudo di suino nero dei Nebrodi. Un trionfo di sapori e di specialità. Come i celebri cannoli siciliani e la cassata, il pistacchio verde di Bronte e i pomodori di Pachino


Alla scoperta del mare e dei sapori della Sicilia. Ad agosto la tavola di Gros fa tappa in Magna Grecia. Crocevia di storia e di culture che si riflettono nei sapori della tradizione culinaria dell’Isola.
VINI Partiamo dal Malvasia delle Lipari, un vino doc la cui produzione è consentita nell’arcipelago siciliano delle isole Eolie nella provincia di Messina. Colore giallo dorato o ambrato, odore aromatico, caratteristico e sapore dolce, aromatico, armonico. Perfetto da servire con formaggi erborinati, paté di fegato d’oca. Si accompagna bene anche con gelati e dessert al cioccolato. Ottimo con i cantucci.
Ed ecco il Marsala, celebre vino liquoroso ad di origine controllata prodotto in Sicilia, nella provincia di Trapani, con esclusione dei comuni di Pantelleria, Favignana ed Alcamo. Si presenta oggi sul mercato in due distinte categorie. Il Marsala vergine, derivato da sole uve bianche e addizionato, dopo la fermentazione, con solo etanolo di origine vitivinicola e-o acquavite di vino. Il Marsala vergine è di due tipologie in funzione del periodo di invecchiamento: Marsala vergine denominato anche Marsala soleras, con invecchiamento di almeno cinque anni; Marsala vergine riserva denominato anche Marsala soleras riserva o Marsala vergine stravecchio o Marsala soleras stravecchio, con invecchiamento di almeno dieci anni. Il Marsala conciato a cui, dopo la fermentazione, è stato aggiunto etanolo, mosto cotto, che influirà sugli aromi ed il colore del vino e mistella (o sifone) cioè una miscela di mosto d’uva tardiva che influisce sul grado zuccherino e sui profumi, e mosto concentrato per conferire maggiore morbidezza ai quali si aggiunge etanolo per bloccare la fermentazione.
Il Salaparuta è una doc la cui produzione è consentita solo da uve provenienti da vigneti ubicati in terreni vocati alla qualità all’interno dei confini territoriali del comune di Salaparuta (Trapani). Comprende una vasta gamma di versioni.
FORMAGGI E SALUMI Il Piacentinu ennese (in siciliano piacentinu ennisi), è un formaggio siciliano prodotto con latte di pecora intero in forme da 6 a 14 kg e caratterizzato dall’aggiunta di zafferano (coltivato in provincia di Enna in via sperimentale) e di grani di pepe nero che, oltre a dare al piacentino una inconfondibile colorazione giallo-arancione, gli conferiscono unsapore spiccato e lievemente piccante. Ha ottenuto la Denominazione di origine protetta (dop) a livello europeo. Assieme ad altre peculiarità quali la pesca tardiva di Leonforte, la fava larga di Leonforte e il Pan del Dittaino (dop) il piacentino ennese costituisce uno degli elementi portanti della gastronomia tipica locale della Provincia di Enna.
Il capocollo di suino nero dei Nebrodi è ottenuto esclusivamente con carni di suino nero dei Monti Nebrodi. Forma cilindrica allungata, consistenza tenera e compatta, si presenta al taglio di colore rosso carne, con venature variabili di grasso, con odore e sapore persistente e intenso unito a quello di aromi e spezie naturali. Il peso è compreso tra 1 e i 1,8 chilogrammi.
Il prosciutto crudo di suino nero dei Nebrodi viene prodotto dalla coscia del suino nero. La carne subisce un processo di lavorazione ed asciugatura molto rigorosi, il risultato finale è un prodotto dal sapore leggermente salino, la fetta presenta un colore roseo. La stagionatura di questo prosciutto varia da 20 a 24 mesi.
Il Pecorino Siciliano, in siciliano “Picurinu Sicilianu”, è un formaggio a denominazione di origine protetta prodotto esclusivamente con latte di pecora nel territorio siciliano. È un formaggio a pasta semidura bianca, dal colore e sapore forte. Di forma cilindrica, con una faccia leggermente concava, la forma tipo ha un peso variabile di kg 12 più o meno il 15%.
LE SPECIALITA’ Una cassata siciliana (dall’arabo qas’at, “bacinella” o dal latinocaseum, “formaggio”) è una torta tradizionale siciliana a base di ricotta zuccherata (tradizionalmente di pecora), pan di Spagna, pasta reale e frutta candita. È una produzione tipica siciliana, come tale è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del ministero delle Politiche agricole su proposta della Regione Siciliana. Nonostante l’apparente semplicità della ricetta, esistono innumerevoli varianti locali spiccano per la tipicità della ricetta la variante palermitana, la variante trapanese, la nissena e la catanese. Infatti soprattutto l’aspetto esteriore può variare da una scarna decorazione di glassa e un po’ di scorza d’arancia candita fino a una opulenta costruzione baroccheggiante con perline colorate e una mezza dozzina di frutti canditi diversi. Sempre secondo le varianti locali, ci possono essere ingredienti aggiuntivi, come pistacchio, pinoli, cioccolato, cannella, maraschino o acqua di zagara.
I cannoli sono una delle specialità più conosciute della pasticceria siciliana. Come la cassata sono stati ufficialmente riconosciuti e inseriti nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. In origine venivano preparati in occasione del carnevale, ma col passare del tempo la preparazione ha perso il suo carattere di occasionalità ed ha conosciuto una notevolissima diffusione sul territorio nazionale, divenendo in breve un rinomato esempio dell’arte pasticcera italiana nel mondo. Si compone di una cialda di pasta fritta (detta scòrza e lunga da 15 a 20 cm con un diametro di 4–5 cm) ed un ripieno a base di ricotta di pecora.
Il pistacchio di Bronte, in siciliano chiamata frastuca (il frutto) o frastucara (la pianta) è una varietà di pistacchio a Denominazione di origine protetta DOP. Il Pistacchio di Bronte è anche Presidio Slow Food. A Bronte si producono un’infinita varietà di prodotti derivati dalla lavorazione del pistacchio, come il famoso “pesto di pistacchio” per il condimento della pasta, il gelato al pistacchio, i biscotti di pistacchio, la crema di pistacchio, il cioccolato al pistacchio e molti altri.
Il Pomodoro di Pachino (Igp) è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. In certe aree d’Italia l’ortaggio è noto anche con il nome di pendolino. L’ortaggio non appartiene all’agricoltura tradizionale dell’isola, essendo una varietà introdotta nel 1989 dalla multinazionale sementieraisraeliana HaZera Genetics, che l’aveva ottenuta attraverso selezione assistita da marcatori. Il disciplinare Igp prevede, per la produzione del “Pomodoro di Pachino”, una zona di coltivazione che comprende l’intero territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero, oltre a parte dei territori comunali di Noto (Siracusa) ed Ispica (Ragusa), ricadenti nella parte sud orientale della Sicilia. 

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