Dal Parco del Gran Sasso al fascino di Istanbul 

Due idee per i viaggi d’autunno. Alla scoperta della natura sulle vette dell’Appennino per ammirare il camoscio d’Abruzzo, tra cervi, lupi e caprioli. E la Turchia, tra le meraviglie della vecchia Costantinopoli e le strade della seconda Roma. Snodo di culture diverse e ponte tra Europa e Asia


Dalla scoperta delle specialità della cucina locale alle bellezze della terra d’Abruzzo il passo è breve. E l’occasione per una visita al Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga vale la pena non perderla. Istituito nel 1991, è il terzo Parco Nazionale più grande d’Italia per estensione territoriale. Situato in maggior parte in Abruzzo (provincia dell’Aquila, Teramo e Pescara) ed in misura minore nelle zone adiacenti del Lazio (Rieti) e delle Marche (Ascoli Piceno). Il parco si estende per una superficie di circa 141.341 ettari su un terreno prevalentemente montagnoso, comprendente il massiccio del Gran Sasso d’Italia e la catena dei Monti della Laga, posta poco più a nord, lungo la stessa dorsale orientale dell’Appennino centrale (Appennino abruzzese). Il territorio del parco è diviso in 11 distretti. La flora del Parco nazionale del Gran Sasso è estremamente varia a seconda della zona e della quota d’interesse: andando dalla parte sud-est della catena del Gran Sasso d’Italia, versante aquilano, verso la parte nord-ovest, versante teramano, troviamo un ambiente totalmente diverso. L’area protetta è abitata anche da numerosi mammiferi e uccelli. La specie più interessante del Parco è rappresentata dal camoscio d’Abruzzo, ungulato endemico degli Appennini, che fino al secolo scorso aveva nel Gran Sasso la sua roccaforte. La persecuzione diretta dei “cacciatori di camozze” ne causò sul finire del secolo scorso la scomparsa. Dopo cento anni il camoscio è tornato sul Gran Sasso grazie ad una riuscita operazione di reintroduzione (tra il 1992 ed il 1999): la popolazione si attesta attualmente intorno ai 110 esemplari. Nel territorio del Parco vivono altri grossi erbivori come il cervo nobile e il capriolo, ed il loro predatore per eccellenza, il lupo appenninico, che va ricostituendo piccoli branchi. Da qualche tempo fa apparizioni sporadiche anche l’orso bruno marsicano. Tra gli altri mammiferi sono presenti la volpe, il cinghiale, la martora, il gatto selvatico, il tasso, la faina, la puzzola, l’istrice e diverse altre specie di roditori. Vi sono state anche delle segnalazioni riguardanti la lince, ma per ora non si ha la certezza se nel parco vi siano o no esemplari stabili. Alle quote più elevate, l’arvicola delle nevi, un piccolo roditore, è arrivato con l’ultima glaciazione e qui rimasto come relitto glaciale.
Ma se per un viaggio autunnale preferite una meta decisamente più esotica, Istanbul fa al caso vostro. Nota fino alla metà del XX secolo come Costantinopoli, nome ufficiale fino al 1923, e prima ancora come Bisanzio, è la città capoluogo della provincia omonima e il principale centro industriale, finanziario e culturale della Turchia. Con una popolazione di 13.854.740 abitanti, Istanbul (considerando però anche i quartieri asiatici) è il centro municipale più popoloso d’Europa (sesto nel mondo). Una megalopoli situata nel nord-ovest del paese, che si estende lungo lo stretto del Bosforo, alla cui estremità meridionale si situa il porto naturale del Corno d’Oro, e lungo la sponda settentrionale del Mar di Marmara. La città, divisa dal Bosforo, si estende sia in Europa (Tracia) sia in Asia (Anatolia), risultando l’unica metropoli al mondo appartenente a due continenti. Nel corso della sua lunga storia, la città (chiamata Bisanzio fino al 330, poi Costantinopoli sino al 1453, Istanbul o Costantinopoli sino al 1930, e da allora in poi solo Istanbul) è stata la capitale dell’Impero romano (330-395), dell’Impero bizantino (395-1204 e 1261-1453), dell’Impero latino (1204-1261) e dell’Impero ottomano (1453-1922). Conosciuta anche con l’appellativo di “seconda Roma”, è stata fino alla conquista ottomana nel 1453 una tra le più grandi città della cristianità, divenendo in seguito per quasi cinquecento anni la capitale di uno dei più grandi imperi della storia e crocevia di culture. Quando è stata proclamata la Repubblica di Turchia, il 29 ottobre 1923, Ankara, che in precedenza aveva servito come quartier generale del movimento cittadino turco durante la guerra d’indipendenza turca, è stata scelta come capitale del nuovo Stato turco. Nel 2010 Istanbul è stata una delle capitali europee della cultura. Sin dal 1985 le aree storiche di Istanbul fanno parte della lista Unesco dei patrimoni dell’umanità. Secondo un aneddoto, il nome attuale deriverebbe da una circostanza curiosa: quando i turchi alla conquista dell’Anatolia chiedevano ai greci dove fosse “la città” ricevevano come risposta, senza capirne il significato “Isten polis”, cioè “quella è la città”, che finì per diventare il nome equivocato di Costantinopoli. Il nome İstanbul le venne dato ufficialmente solo attorno al 1930. Il nome dell’odierna Istanbul comunque riflette, nel corso dei secoli, il succedersi delle civiltà che ne hanno segnato la storia. Fondata dai coloni greci di Megara, nel 667 avanti Cristo, viene chiamata originariamente Βυζάντιον (Byzántion) in onore del loro re Byzas. Sarà dunque Byzantium in latino e successivamente Bisanzio in italiano. La sua ricchissima storia, che la vede alle origini città greca dal nome di Bisanzio, poi capitale dell’Impero bizantino col nome di Costantinopoli (in latino Constantinopolis) e infine capitale dell’Impero ottomano senza un nome né grafia ufficiale, ha lasciato notevoli testimonianze archeologiche e architettoniche che la rendono anche un centro turistico di rilevanza mondiale. E, per certi versi, una città unica.

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