Sempre caro mi fu quest’ermo… Cònero 

Viaggio nelle Marche. Partendo dalla città della poesia che diede i natali a Giacomo Leopardi. Porto Recanati che ispirò “L’infinito”. Da non perdere anche i resti dell'antica Torre di Sant'Agostino, la cui «vetta» è citata ne “Il passero solitario”. A spasso sul lungomare prima di gustare i piatti tipici locali. A cominciare dai “piccisanti”


«Sempre caro mi fu quest'ermo colle...». Uno di quelli della riviera del Cònero. Che diede i natali a Giacomo Leopardi. E che ispirò, oltre a “L'Infinito”, altri grandi capolavori del poeta marchigiano. Come “Il passero solitario”, descritto «d'in su la vetta della torre antica». Luoghi da non perdere se vi trovate a capitare dalle parti di Porto Recanati. Patria della poesia, ma non solo.
Da non perdere ovviamente Palazzo Leopardi e l'annessa biblioteca, ma anche i resti dell'antica Torre di Sant'Agostino, la cui «vetta» è citata proprio ne “Il passero solitario”. Insomma, una cittadina che merita certamente una tappa. Da non perdere assolutamente il centro storico, delimitato da una cinta muraria del 1200, dove si possono anche ammirare i capolavori di Lorenzo Lotto nella Villa Colloredo Mels e nella Chiesa di San Domenico. Obbligatoria anche una visita alla Cattedrale di San Flaiano, con sarcofagi del 1400, tra cui quello di Papa Gregorio XII. Prima di rilassarvi con una passeggiata sul lungomare dell’antica colonia di Potentia. Ma, oltre alla bellezza dei luoghi, non va certo sottovalutata neppure la buona cucina. Non mancano del resto neppure i piatti tipici. Come i “piccisanti”, una sorta di minestre che trae il suo nome dalla colla utilizzata per affiggere il calendario di Sant’Antonio. Oppure gli gnocchi di patate con il sugo alla Papera, piatto tradizionalmente servito in occasione della Festa della Vittoria che ricade la prima domenica d’ottobre. Dai primi ai secondi, ecco il coniglio in “potacchio” (alla cacciatora o in umido) e le cucciole.
Ma non c’è solo Porto Recanati sulla riviera del Cònero, sovrastata dall’omonimo promontorio che dà il nome all’intera zona affacciandosi sul Mar Adriatico. Una lunga distesa di spiagge abbracciate dalle rocce e immerse in una vegetazione rigogliosa che fanno da cornice a città ricche di storia e tradizione. Come la celebre spiaggia delle “Due Sorelle”, così chiamata per via dei due grandi faraglioni, accessibile solo via mare. O anche quella di Mezzavalle. Altra tappa obbligata è Numana. Punto di incontro tra la bellezza delle spiagge e la cultura, con il suo Antiquarium Statale, sede tra l’altro dei tesori della Regina Picena e di altre necropoli. E poi ancora Agugliano, Camerata Picena, Polverigi, S. Maria Nuova, Ostre Vetere, Castelfidardo, Camerano, Filottarno, Offagna, Cingoli e Loreto. 

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