Una cascata di pèsche, il frutto dell’estate 

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14.08.201514.08.2015

Simbolo dell’immortalità nell’antica Cina, raggiunse l’Europa dalla Persia grazie ad Alessandro Magno. Carnose, succose e zuccherine se ne distinguono diverse varietà. Base perfetta per realizzare una gustosa confettura, a suo volta ingrediente principe per dolci e crostate


La pèsca, è il frutto del pesco (Prunus persica), una specie del genere Prunus. Il pesco è un albero originario della Cina, dove fu considerato simbolo d'immortalità, e i cui fiori sono stati celebrati da poeti, pittori e cantanti. Dall'oriente il pesco arrivò in Persia da dove giunse in Europa. E prorpio dalla Persia deriva quindi il nome della specie, (ripreso ancor oggi in molti dialetti italiani come ad esempio nel romanesco “persica”). Il frutto arrivò a Roma nel I secolo d.C. e grazie ad Alessandro Magno si diffuse in tutto il bacino del Mar Mediterraneo.
Le pèsche sono carnose, succose e zuccherine, hanno la buccia di colore giallo-rossastra che può essere sottile e vellutata o liscia. La polpa è dolcissima e profumata e, secondo la varietà, può essere gialla o bianca con venature rosse più evidenti in prossimità del nocciolo che può essere aderente alla polpa (pesche duracine) o non aderente (pesche spiccagnole). La pelle liscia e il nocciolo libero (non aderente alla polpa), o meno (aderente alla polpa), distinguono la pesca propriamente detta dalle altre varietà prodotte dalla specie Prunus persica. Ecco le più diffuse. Pesca gialla: polpa succosa e profumata, con nocciolo libero, o meno, e pelle vellutata. Pesca bianca: polpa bianca e filamentosa, con nocciolo aderente, o meno. Nettarina o pescanoce: sia a polpa gialla sia a polpa bianca, dalla pelle liscia e rossastra, con nocciolo libero, o meno. Percoco: pesca da industria idonea alla trasformazione. Alcune varietà di percoca della Campania hanno la denominazione di prodotto agroalimentare tradizionale. Merendella: pelle liscia e colore bianco-verde, con polpa aderente al nocciolo, diffusa in Calabria e in particolare nella fascia ionica catanzarese. Pesca saturnina o tabacchiera o platicarpa: forma schiacciata, sapore intenso. Pesca di Bivona o “montagnola”.
La pèsca è un frutto che si presta benissimo alla realizzazione di dolci. A cominciare dalla marmellata, da gustare a colazione o merenda, anche semplicemente spalmata su una fetta di pane. La confettura di pèsca può essere, inoltre, un’ottima base per la realizzazione di dolci squisiti. A cominciare dalla crostata. 

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