E sotto l’ombrellone una bella fetta di cocomero 

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14.07.201514.07.2015

Può raggiungere fino ai 20 chili di peso. E’ un frutto tipicamente estivo. L’anguria fu scoperta da Livingstone esplorando l’Africa. Ma era già nota agli antichi egizi 5.000 anni fa. Importata in Europa dai Mori, oggi il primo produttore mondiale è la Cina


L’anguria o cocomero (Citrullus lanatus) è una pianta della famiglia delle Cucurbitaceae, originaria dell’Africa tropicale. Il nome cocomero, prevalente in Italia centrale, deriva dal latino cucumis (cetriolo). Il nome anguria, diffuso in Italia settentrionale, deriva invece dal greco tardo angurion (cetriolo) ed entra nel lessico della lingua italiana in epoca bizantina attraverso l’Esarcato di Ravenna. Comunque preferiate chiamarla, è una pianta annuale, con fusto erbaceo rampicante, foglie grandi e pelose con tre lobi, fiori maschili e fiori femminili, frutto voluminoso rotondo oppure ovale che può raggiungere i 20 chili di peso.
Il frutto è una falsa bacca (peponide) dalla buccia dura e relativamente sottile; l’interno è di colore rosso (o, meno frequentemente, giallo, arancio o bianco a seconda della varietà) e ricco di semi, che possono essere neri, bianchi o gialli. La polpa è costituita per oltre il 90% di acqua, ma contiene anche un discreto quantitativo di zuccheri, soprattutto fruttosio, e vitamine A, C, B e B6. I frutti sono disponibili esclusivamente nel periodo estivo, da maggio a settembre. David Livingstone, un famoso esploratore dell’Africa, raccontò che l’anguria cresceva abbondante nel deserto del Kalahari, dove sembra che esso abbia avuto origine e dove è conosciuto con il nome di Tsamma (Citrullus lanatus var citroides). La pianta è riconoscibile per le sue foglie particolari e per l’elevato numero di frutti che produce, fino a cento per ogni esemplare. Per questa ragione è una sorgente di acqua abituale per gli abitanti della zona, oltre a fungere da cibo sia per gli uomini sia per gli animali. Non è dato sapere quando l’anguria sia stata coltivata per la prima volta ma il primo raccolto di angurie mai registrato risale a quasi 5000 anni fa nell’Antico Egitto, dove è stato documentato in alcuni geroglifici. Il frutto veniva spesso deposto nelle tombe dei faraoni, come mezzo di sostentamento per l’aldilà. Nel mito egizio, l’anguria aveva origine dal seme del dio Seth. Nel X secolo dopo Cristo, l’anguria era coltivata in Cina, attuale primo produttore mondiale. Nel XIII secolo il frutto fu introdotto anche in Europa dall’invasione dei Mori.
In Italia l’anguria si mangia in genere tagliata a fette o in macedonia. Nei paesi tropicali si mangia spesso tagliata a dadini servita su un vassoio assieme ad altri tipi di frutta, come ananas, mango o papaia. 

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