Meglio magri che male accompagnati 

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04.04.201604.04.2016

Formaggi a primavera? Sì, ma con cautela. Optate per quelli con meno grassi. Ecco un vademecum per sceglierli. Seguendo una classifica che tiene conto della percentuale di sostanza grassa sulla massa secca. Nei prodotti magri non deve superare il 20%


Formaggi a primavera? Sì, ma meglio se magri. Ma quali sono davvero i formaggi magri? Quelli classificati sulla base della ridotta presenza di sostanza grassa sul secco inferiore al 20%. E’ proprio in base a questa percentuale che i formaggi vengono classificati in diverse categorie. Eccola.
Formaggi magri: meno del 20% di sostanza grassa. Comprendono cagliate magre, latticini freschi totalmente scremati, ricotta scremata. Leggeri: sostanza grassa 20-35%. Vi rientrano formaggi freschi semimagri (Cottage, Quark), ricotta di vacca, formaggio di grana e formaggi duri di montagna parzialmente scremati. Medio leggeri: sostanza grassa 36-43%. Tra i quali caprini, montasio, bra, canestrato, Asiago d’Allevo. Medio grassi: sostanza grassa 44-47%. Fanno parte della categoria mozzarella, caciotta, fontal, edam, caciocavallo, provolone, sbrinz, caciotta stagionata, scamorze e caprino a crosta fiorita e stagionata. Grassi: sostanza grassa 48-52%. Comprendono fontina, butterkäse, italico, taleggio, gorgonzola, caciotta di pecora, quartirolo, camembert, murazzano, crescenza e mozzarella di bufala. Molto grassi: sostanza grassa oltre il 53%. Categoria in cui rientrano mascarpone, caprice des dieux, vacherin mont d’or, formaggi a doppia o tripla crema.
I formaggi magri hanno la peculiarità di adattarsi bene al menù di ogni giorno quando si sta seguendo una dieta non solo dimagrante. Perché hanno il vantaggio di non produrre aumento del colesterolo né del quantitativo di grassi ingeriti. Inoltre, sono facilmente digeribili, e conservano tutti i principi nutritivi del latte, ad eccezione del lattosio.

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