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Tutti a tavola a chilometri zero 

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22.01.201522.01.2015
Tutti a tavola a chilometri zero

L’alternativa alimentare alla grande distribuzione: prodotti a due passi da casa, costano meno e rispettano l’ambiente. Con l’abbattimento delle spese di trasporto e di intermediazione il risparmio può arrivare fino al 30%. E la sicurezza alimentare è garantita


Sono di solito generi alimentari venduti entro un’area molto prossima a quella in cui vengono prodotti. Ecco cosa si intende quando si parla di prodotti a “chilometri zero” o a “filiera corta”. Si tratta, in pratica, di un’alternativa al sistema di commercializzazione di alimenti attraverso la catena della grande distribuzione. Alternativa che poggia sull’abbattimento del numero dei passaggi che si frappongono tra il produttore e il consumatore finale con un notevole abbattimento dei costi di distribuzione e trasporto.
Ma i vantaggi della “filiera corta” non si esauriscono nella convenienza economica. Si va dalla riduzione dei fattori legati all’inquinamento e al riscaldamento globale (emissione di anidride carbonica dovuta ai trasporti, eliminazione degli imballaggi per la distribuzione) alla possibilità di acquistare prodotti nostrani, freschi e di stagione, che non hanno perso le proprietà organolettiche a causa di lunghi viaggi. Insomma acquistare un prodotto a chilometri zero (dall’inglese “food miles”) vuol dire fare una scelta più sostenibile per l’ambiente, più economica e di tutela delle realtà locali. Tra la campagna e la nostra tavola, gli alimenti subiscono, numerosissimi passaggi di lavorazione (dalla raccolta al primo stoccaggio), di confezionamento e, infine, di accesso alla grande distribuzione organizzata che li porta fino allo scaffale del supermercato. Si stima che, prima di entrare nella busta della spesa del consumatore finale, un prodotto alimentare percorre in media 1.900 chilometri. E del prezzo pagato al momento dell’acquisto, stando ad un rapporto dell’Ismea, solo 20 centesimi finiscono alla fine nelle tasche del produttore. Un dato incredibile che ha spinto, secondo Coldiretti, una parte degli italiani a spendere nel 2009 più di tre miliardi di euro nei prodotti a chilometri zero.
Oltre al risparmio (circa il 30% grazie all’abbattimento dei costi di trasporto e di intermediazione), al maggior rispetto dell’ambiente e alla miglior qualità dell’alimento, sono anche altre le ragioni per scegliere un prodotto della filiera corta. Innanzitutto la maggior sicurezza alimentare: i prodotti arrivano sempre dai campi intorno casa vostra e non, come spesso accade, da Paesi lontani con normative meno restrittive rispetto a quelle italiane in tema di controlli igienico-sanitari. Inoltre per le maggiori possibilità di controllo sul prodotto: il rapporto diretto con il produttore consente un acquisto più consapevole e trasparente.  

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