Tutto quello che forse ancora non sai sul cioccolato gianduja 

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11.11.201911.11.2019

Le sue radici affondano nella storia di Torino: il cioccolato gianduja è oggi uno dei più amati in assoluto.


Tante le varianti, in crema da spalmare o in cioccolatini, pare faccia anche bene alla salute

Come abbiamo detto la storia del cioccolato gianduja affonda le sue radici nella storia di Torino, quando Emanuele Filiberto, duca di Savoia, dopo essere stato al servizio di Carlo V e di Filippo II, rientra nel 1557 da Madrid a Chambery e, tre anni più tardi, trasferisce a Torino la capitale del suo Stato.

In questo stesso periodo alla corte sabauda arriva anche un'altra novità: il cioccolato.

 

L'interesse per questo nuovo prodotto diventa subito molto forte e in breve tempo, poco meno di un secolo, Torino  diventa uno dei più importanti centri di produzione di cioccolato, capace di esportare in mezza Europa e di accogliere pasticceri da tutte le nazioni vicine per apprendere l’arte cioccolatiera.

Un evento storico in particolare è stato probabilmente il fattore determinante per la nascita del cioccolato gianduja: il blocco commerciale imposto dalla Gran Bretagna al continente controllato da Napoleone.

 

Il cacao a seguito di questo blocco non arriva quasi più e, il poco a disposizione ha prezzi proibitivi.

Torino doveva necessariamente trovare un modo per "tagliare il cioccolato" utilizzando così una quantità minore nelle varie preparazioni.

 

Ecco quindi che si aggiunge alle varie leccornie a base di cioccolato, proprio la nocciola a pezzettini fino a quando, al pasticcere Michele Prochet, nel 1852, non venne l’idea di mescolare al cacao le nocciole tostate ridotte in polvere finissima.

 

Sostanzialmente nasce il cioccolato nocciolato che viene lanciato sul mercato torinese durante il Carnevale del 1865, riscuotendo un successo sbalorditivo.

Ecco che il "gianduiotto" diventa il primo cioccolatino confezionato singolarmente mentre gli altri venivano prodotti partendo da una tavola di cioccolato tagliata a quadrotti. Questo, insieme alla sua forma a barca rovesciata rappresentò una vera e propria doppia invenzione a marchio Caffarel, la celebre azienda dolciaria torinese.

 

Il successo del gianduiotto (e della gianduja in generale) però va ricercata probabilmente anche nel nome stesso: Gianduja infatti è una maschera popolare torinese di origini astigiane della Commedia dell’Arte e, nella tradizione carnevalesca, si affianca a quelle medioevali di Balanzone, Pantalone, Pulcinella e Arlecchino.

A rendere il tutto ancora più speciale è stata la scelta di affidare l'assaggio del nuovo cioccolatino proprio alla maschera tipica del carnevale piemontese che in quella importante occasione ha distribuito a tutti i cittadini in festa il nuovo cioccolato.

 

Oggi il cioccolato gianduja sia nella versione crema spalmabile che nella versione cioccolatino ha spopolato nel mondo.

 

Come si prepara?

 

Per fortuna la preparazione di questo cioccolato è molto facile e si può fare anche a casa.

 

Gli ingredienti per prepararlo sono:

  • 40 g di zucchero
  • 20 g di cacao o cioccolato fuso
  • 50 g di nocciole pelate
  • 70 ml di latte

Le fasi sono essenziali:

 

1. Frullare le nocciole fino a farle diventare una pasta omogenea, compatta e oleosa

2. Versare latte, zucchero, cacao e la pasta di nocciole in un contenitore abbastanza capiente e mescolare bene

3. Versare il composto ottenuto che avrà un aspetto abbastanza liquido, nei barattoli di vetro da conservare in frigorifero

 

La crema di cioccolato gianduja è ottima da mangiare da sola ma anche per farcire torte e preparare molti dolci golosi.

Oggi in commercio se ne trovano di vari marchi, una più buona dell'altra.

 

Come per ogni cosa non bisogna lasciarsi trascinare dalla golosità esagerando e consumandone dosi eccessive, ma, a quanto dicono recenti studi medici, sembra proprio che anche il cioccolato gianduja oltre che quello fondente facciano bene alla nostra salute.

Una ricerca pubblicata sulla rivista Internal and Emergency Medicine, condotta da un team del Policlinico Umberto I di Roma mostra che, grazie all’alto contenuto di antiossidanti, di polifenoli e in particolare di vitamina E della nocciola tonda del Piemonte, le virtù del cioccolato che la contiene sono paragonabili a quelle del cioccolato fondente.

I ricercatori italiani hanno valutato se l’assunzione di 60 grammi di gianduja influenzasse l’elasticità delle arterie di 20 fumatori, dato  che uno degli effetti negativi del fumo infatti è la perdita di elasticità dei vasi sanguigni.

Pare quindi che dopo circa 2 ore dal consumo i partecipanti al test hanno mostrato un aumento dell’elasticità delle arterie. Un vero toccasana per i fumatori che sicuramente non fa male a chi pur non fumando è goloso di cioccolato.

 

Oltre a cimentarsi nella preparazione di cioccolato gianduja fatto in casa, tante altre sono le ricette che possono essere preparate con questo ingrediente. Alcuni esempi?

La torta ai gianduiotti e ricotta, i biscotti a base di cioccolato gianduja, muffin e mousse. E poi scopri la nostra proposta di crostata morbida alla crema gianduja.

 

E per chi ama la variante con cioccolato bianco, può preparare dei gustosissimi gianduiotti bianchi.

 

Scoprite altre curiosità nella nostra rubrica "Buono a sapersi".

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