Il prepotente ritorno dell'orticoltura all'interno delle aree metropolitane è un fenomeno recentissimo e come altri fenomeni recenti è arrivato in Italia di rimando. Negli Stati Uniti, dove tutto ha avuto origine, si trattava inizialmente di una sorta di passatempo da divi. A Hollywood non c'era party in cui agli invitati non venissero offerte le primizie coltivate sulla terrazza del padrone di casa. Poi è arrivata Michelle Obama che ha voluto che nei giardini della Casa Bianca, oltre che ortensie e azalee, si piantassero peperoni e melanzane, ed è stato il boom planetario.
A Roma, i primi orti urbani sono stati ufficialmente assegnati l'anno passato alla Garbatella ma i romani avevano, in un certo senso, anticipato i tempi, e si erano "organizzati" per conto proprio con risultati non sempre all'altezza del decoro urbano di una capitale europea. Adesso, però, la moda dell'orto urbano è arrivata anche in Campidoglio e le autorità cittadine sono seriamente intenzionate a recuperare in fretta il tempo perduto.
Sulla base di un'intesa tra Regione Lazio, Arsial, Roma Natura, Legambiente e Acqua-Sole-Terra, per i cittadini romani che vorranno trascorrere il proprio tempo libero coltivando la terra nel cuore della capitale saranno presto a disposizione 200 orti biologici in comodato d'uso gratuito.
Gli orti da assegnare avranno una superficie complessiva di due ettari. I relativi terreni, di proprietà dell'Arsial, sarebbero già stati individuati all'interno delle aree protette di Roma Natura. Per quanto riguarda i criteri di assegnazione occorrerà invece attendere la prossima primavera, quando dovrebbe venire pubblicato il relativo bando.
Concimare, seminare, curare i germogli e trapiantarli nel momento migliore, in attesa di raccogliere i frutti del proprio lavoro: si prevede che queste attività terranno impegnati un crescente numero di romani, accomunati da una grande passione e dalla voglia di portare sulla tavola i prodotti fatti crescere con le proprie mani.
Ma i vantaggi non sarebbero limitati solo a coloro che si occuperanno in prima persona della conduzione di un orto. Gli orti urbani potrebbero essere il classico "uovo di Colombo" per salvare dal degrado le aree verdi delle periferie senza ulteriori aggravi per le disastrate casse degli enti locali. Senza dimenticare i benefici derivanti dal salutare esercizio psicofisico che gli orti imporrebbero ai loro conduttori.
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