Il prepotente ritorno dell'orticoltura all'interno delle aree metropolitane è un fenomeno recentissimo e come altri fenomeni recenti è arrivato in Italia di rimando. Negli Stati Uniti, dove tutto ha avuto origine, si trattava inizialmente di una sorta di passatempo da divi. A Hollywood non c'era party in cui agli invitati non venissero offerte le primizie coltivate sulla terrazza del padrone di casa. Poi è arrivata Michelle Obama che ha voluto che nei giardini della Casa Bianca, oltre che ortensie e azalee, si piantassero peperoni e melanzane, ed è stato il boom planetario.
Giornali e TV non fanno altro che parlarne. L'economia globale, particolarmente quella della zona Euro, ristagna, la disoccupazione aumenta e le retribuzioni sono ferme al palo da troppo tempo. Famiglie che fino a pochi anni fa riuscivano ad arrivare tranquillamente a fine mese, sono oggi costrette a modulare i consumi per far quadrare il bilancio mensile.
Bisogna quindi rassegnarsi a questo periodo di vacche magre e tirare la cinghia aspettando tempi migliori? Il nostro inguaribile ottimismo ci induce a sperare che l'Italia saprà trovare anche in questa circostanza la maniera per trarsi d'impaccio. Nel mentre, ecco una serie di semplici consigli che possono contribuire a tenere meglio sotto controllo il vostro budget familiare.

La trippa è un alimento tradizionale in molte regioni italiane e costituisce un piatto tipico.
Piatto economico e molto nutriente, con 100 g. di trippa bovina (la piu' utilizzata) si assumono 98 kcal., con il 15% di proteine e soltanto il 4% di grassi.
Quello della riutilizzazione degli avanzi è un tasto su cui non si batte mai abbastanza, tanto è vero che secondo le stime della Coldiretti quasi un quinto della spesa alimentare degli italiani (vale a dire qualcosa come 37 miliardi di euro all'anno) finisce regolarmente in discarica.
Se è risaputo che il primo risparmio in cucina si realizza nel fare la spesa, è altrettanto vero che non ha molto senso fare attenzione al prezzo di tutto ciò che mettiamo nel carrello se poi buona parte del cibo avanzato finisce nella scodella del cane, o, peggio ancora, nella pattumiera.
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