Carote a volontà per una tintarella sicura 

 Per te
21.06.2017

Mare, spiaggia e abbronzatura: ma senza esagerare. Con il betacarotene preparate la pelle all’esposizione ai raggi solari. Non dimenticate di proteggerla dalle radiazioni ultraviolette per prevenire fastidiosi e pericolosi eritemi e scottature. Assumete tanta acqua e qualche mandorla. E per le labbra burro di karatè


Prevenzione delle malattie cardiovascolari, del cancro, della degenerazione maculare e della cecità specie negli anziani. Ma non è tutto. I suoi effetti benefici si traducono anche nella funzione idratante e riparatrice che svolge sui tessuti cutanei. Stiamo parlando del betacarotene, un precursore della vitamina A, nutriente essenziale dell’organismo umano. Una sostanza di cui è ricca la carota, alimento che si caratterizza per il limitato apporto calorico (33 kcal per 100 grammi), ma ricco di di vitamina C (soprattutto a crudo), di minerali come potassio, calcio, magnesio e ferro e fibre, come la pectina, la lignina e la cellulosa. E il cui consumo è particolarmente indicato in estate per preparare la pelle all’abbronzatura. Insieme a quello di acqua: bere molto per idratarsi specialmente durante la permanenza in spiaggia. Magari sgranocchiando anche qualche mandorla per arricchirsi di acidi grassi.
Ovviamente è bene proteggersi adeguatamente anche dai raggi solari. Evitando di esagerare e fastidiose quanto pericolose scottature. Che, nei casi più estremi, costituiscono un fattore di rischio del melanoma. Oltre alla luce visibile ad occhio nudo, infatti, il sole produce anche raggi infrarossi (Ir) e ultravioletti (Uv). Questi ultimi, particolarmente pericolosi per la pelle, si distinguono in raggi Uva, Uvb e Uvc. I raggi Uva, stimolano il rilascio della melanina e l’abbronzatura e sono presenti anche quando, nelle giornate di cielo nuvoloso, saremmo portati a pensare che non ci siano. Gli Uvb, invece, pur non creando particolari problemi nell’immediato, possono produrre danni anche a distanza di molti anni. Quindi sono potenzialmente più dannosi dei raggi Uva. Infine, gli Uvc, sono le radiazioni più pericolose ma sono schermate dallo strato di ozono. Come proteggersi da tutte queste pericolose sigle? La risposta è semplice: con un’altra sigla. Spf, acronimo di fattore di protezione solare. La sua efficacia si misura con una scala numerica che va da 6 a 50+. Più elevato è l’Spf, maggiore è la protezione contro le scottature provocate da Uvb. Un Spf tra 6 e 10 offre una protezione bassa, tra 15 e 25 media, tra 30 e 50 alta e 50+ molto alta. Ma come agisce una protezione solare? In pratica, assorbendo o riflettendo i raggi Uv.
La scelta del prodotto solare deve tener conto di una serie di fattori. Innanzitutto è consigliabile optare per un Spf capace di proteggere la vostra pelle da tutte le radiazioni Uv e che sia resistente all’acqua e al sudore, dal momento che al mare non mancano né l’una né l’altro. Altro elemento da non trascurare è il cosiddetto fototipo. Si tratta di una classificazione utilizzata in dermatologia, determinata in base alla qualità e alla quantità di melanina presente nella pelle e che indica le reazioni all’esposizione alle radiazioni ultraviolette e il tipo di abbronzatura che è possibile ottenere. Ad esempio, le persone con pelle chiara, lentiggini e capelli chiari o rossi, devono essere molto più attente ad applicare la protezione solare. Consultate un dermatologo per capire quale prodotto è meglio utilizzare. E usate del burro di karatè per proteggere le labbra.

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