Meno è meglio: l'approccio del "less is more" 

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22.04.201922.04.2019

Dall'architettura al design, dalla vita quotidiana alla cucina: che cosa c'è da sapere sul less is more.


Less is more (meno è meglio) è ormai diventata una filosofia, una corrente di pensiero che dalla grafica e dall'architettura ha dipanato il suo punto di vista in qualsiasi aspetto della nostra vita.

 

Less is more è un gioco di parole che utilizzava Ludwig Mies van der Rohe, importante architetto e designer tedesco del secolo scorso.

Lo utilizzava nell'architettura, di cui sosteneva una visione minimalistica, in cui "meno" diventa un di più.

 

Un vero lavoro di sottrazione, che ben presto ha travolto tutti gli aspetti della vita: la grafica, l'arredamento, la moda e ora anche la cucina.

 

Se parliamo di interior design l’applicazione di questo principio ha portato allo stile minimal: linee semplici, pulite e funzionali. Si pensi anche allo sviluppo della minimal art (o minimalismo) che all’inizio degli anni ‘60 ha segnato un cambiamento portando una riduzione degli elementi da rappresentare attraverso il semplice uso di figure geometriche di base.

 

L'amante del less is more in arredamento sa che potrà con questo concetto di riduzione e sottrazione, creare spazi semplici, pratici ed eleganti.

Forse qualcuno potrebbe definirli "freddi" ma chi ha una visione differente assicura che un’abitazione semplice risulta molto confortevole e appagante.

I puristi amano le tonalità del grigio, quelle del blu/verde e il bianco.

Gli altri colori, però, se sono abbinati a pochi mobili dalle linee essenziali non sono del tutto banditi.

Come possiamo trovare questo concetto nella vita quotidiana?

 

La semplificazione è qualcosa che possiamo attuare tutti, in qualsiasi momento, anche nelle cose che facciamo tutti i giorni.

 

Less is more diventa, nella sfera personale, un approccio alla realtà che permette di concentrarsi su poche cose, focalizzarsi su di esse allontanandosi dall’eccesso, dall’avere troppe cose futili che possono portare a distrazione e alla confusione.

 

Avere più cose significa distribuire la propria attenzione su più fronti e quindi diminuire l’attenzione che dedichiamo a ciascuna singola cosa. Questo rappresenta anche il modo di funzionare del nostro cervello: possiamo dedicare la nostra attenzione a circa 5 cose nello stesso tempo, poi ci saturiamo e tutto il resto che è intorno sfugge.

Lo scopo di adottare uno stile di vita di questo genere è finalizzato a portare ordine nella vita di chi lo segue, con il conseguente senso di libertà fisica, dato dal fatto di non avere oggetti superflui e libertà mentale, priva di legami e costrizioni dipendenti da cose fisiche.

 

La pratica di questo approccio permetterebbe di focalizzare la propria mente sulle cose fondamentali che danno senso e valore alla vita.

Da dove iniziare? Alcuni consigli pratici:

 

E’ possibile rimuovere il superfluo da:

  • oggetti fisici in casa e in ufficio
  • indumenti che si indossano
  • accessori tecnologici
  • app dai dispositivi mobili
  • notizie che si leggono
  • tempo dedicato ad attività che producono pochi risultati
  • persone con le quali ci si relaziona

Tutto questo si accompagna alla creazione di nuove e semplici abitudini che permettono di ottimizzare il proprio tempo, concentrarsi su quelle poche cose che fanno davvero la differenza e producono risultati nella propria vita, dedicarsi a se stessi in modo più consapevole e pieno ogni giorno.

 

E in cucina? Che cosa vuol dire less is more?

 

L'analisi in questo caso è più articolata e forse si deve partire da questo presupposto di base: oltre 2 italiani su 3 si dichiarano preoccupati degli ingredienti artificiali contenuti nei cibi.

 

Vorrebbero sugli scaffali dei supermercati più alimenti alternativi alla carne, composti da proteine di origine vegetale e più materie prime certificate e controllate realmente.

C'è chi per scelta personale evita i grassi, chi gli zuccheri, i carboidrati, chi segue delle diete molto restrittive, chi è vegetariano, vegano, chi flexitariano, ovvero che mangia un po' di tutto cercando appunto di evitare quello che può far meno bene.

 

C'è poi chi va oltre e cerca l'essenziale anche nei sapori di cosa mangia evitando sale, grassi e zuccheri che indubbiamente alterano il gusto originario.

 

Nasce così la "cucina senza" che parte dalla selezione delle materie prime che devono essere di qualità.

La Cucina del Senza ha regole scritte ben precise: sono ammessi grassi, zucchero e sale ma in quantità bilanciate.

Lo scopo è quello di creare una cucina gustosa che sia attenta alla salute.

 

E' così quindi che, chi ama una cucina less is more, fa una ricerca degli ingredienti approfondendo tutte le potenzialità e le sfumature di sapore e di consistenza.

 

Scopri altre curiosità sui cibi e non solo all’interno della nostra rubrica “Per te”.

 

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