Lasciatevi prendere in castagna dall’autunno 

E’ il frutto per eccellenza del mese di ottobre. Da non confondere con il marrone, prodotto dalla stessa pianta ma modificata con successivi innesti. Simili ma diversi, con tante differenze, si consumano allo stesso modo: arrosti, bolliti o come ingrediente base per tanti alimenti


E’ arrivato l’autunno. Ed è tempo di castagne e di marroni. Due parole utilizzate spesso come sinonimi ma che, in realtà, stanno ad indicare due specie differenti di achenii. La castagna è il frutto del castagno, da non confondere con la castagna dell’ippocastano che invece è un seme. Il marrone, invece, è il frutto della pianta coltivata e modificata con successivi innesti.
Nel riccio della castagna si possono rintracciare da 1 a 7 frutti, in quello del marrone solo da 1 a 3. Non solo. Mentre le castagne sono piccole, presentano la buccia bruno scura e sono più schiacciate da un lato e più tondeggianti dall’altro, i marroni hanno dimensioni più grandi, la buccia più chiara e ricordano nella forma quella di un cuore Inoltre, mentre nelle castagne l’episperma, cioè la pellicina che ricopre il frutto, è spessa e penetra con facilità dividendolo il seme in più parti ( e per questo vengono dette “settate”), i marroni sono solitamente immuni da questo fenomeno e, per questo, sono più facili da sbucciare. Castagne e marroni hanno però anche molte cose in comune. Entrambi sono alimenti molto nutritivi caratterizzati da una alto contenuto di carboidrati. Durante la cottura, l’amido si trasforma in zuccheri semplici dai quali dipende il loro un sapore dolciastro.. Ma sono anche due frutti ricchi di acqua, sali minerali, vitamine e proteine.
Castagne e marroni, inoltre, si consumano allo stesso modo: arrostiti o bolliti. Ma sono anche la base per numerose ricette: creme e marmellate, per esempio, ma anche un’ottima farina per preparare torte, crepes, polenta e castagnaccio. I marroni, in particolare, sono ideali per la preparazione dei marron glacés. L’acqua di bollitura può inoltre essere utilizzata come fertilizzante per le piante mentre l’infuso di foglie è considerato un buon rimedio come rimedio contro le infiammazioni della gola e la diarrea.
Dalle castagne si ricavano anche diversi tipi di farina. Tra le più pregiate, la farina di neccio di Garfagnana, ottenuta dalla macinatura di castagne secche prodotte in varie località della provincia di Lucca, nella regione Toscana. In Garfagnana, “neccio” è un termine che designa proprio la castagna e i suoi derivati. Oggi destinata quasi esclusivamente alla produzione dolciaria, la farina di neccio — che si poteva cucinare in tanti modi — ha rappresentato nel corso di molti secoli il principale alimento della popolazione rurale della Garfagnana.

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