Girasole, ecco il fiore della tavola 

Parliamo di...
06.07.2016

Nome composto dalle parole greche “helios” (sole) e “anthos” (fiore), è una pianta annuale con una grande infiorescenza a capolino. In italiano indica la rotazione in direzione del sole. I semi possono essere consumati decorticati e tostati, oppure salati come snack. Ma anche per estrarne l’omonimo olio da cucina


Il girasole comune (Helianthus annuus) è una pianta annuale con una grande infiorescenza a capolino, appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Il nome generico (Helianthus) deriva da due parole greche “helios” (sole) e “anthos” (fiore) in riferimento alla tendenza di questa pianta a girare sempre il capolino verso il sole, comportamento noto come eliotropismo. Il nome specifico (annuus) indica il tipo di ciclo biologico (annuale).
Anche il nome comune italiano, girasole, deriva dalla rotazione in direzione del sole. Il termine è anche usato per indicare le altre piante appartenenti al genere “Helianthus”, molte delle quali sono perenni. Il binomio scientifico attualmente accettato (Helianthus annuus) è stato proposto da Linneo (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.
I semi di girasole vengono consumati decorticati e tostati, spesso salati come snack, specialmente in Cina, Stati Uniti ed Europa. Possono essere utilizzati per insalate o se ne può estrarre un olio. Tutt’oggi sono disponibili varietà ad alto tenore di acido oleico che non si discostano troppo dalla composizione dell’olio di oliva.

Condividi