Sapori d’Italia: paese che vai, polenta che trovi 

Piatto di origine antiche ma ancora attuale e ricercato. A base di mais, che le dà il caratteristico colore gialle. Al sugo con le spuntature di maiale, come si serve nel Lazio. O la celebre polenta e osèi (uccelli) tipica del bergamasco


La polenta è un antichissimo piatto di origine italiana a base di farina di cereali. Pur essendo conosciuto nelle sue diverse varianti pressoché sull’intero suolo italiano, ha costituito, in passato, l’alimento di base della dieta delle persone in alcune zone settentrionali alpine, prealpine, pianeggianti e appenniniche di Lombardia, Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Friuli-Venezia Giulia, regioni nelle quali è tuttora piuttosto diffuso. Pur non essendone un alimento base, la polenta è tradizionalmente cucinata anche nelle zone di montagna dell’Abruzzo e del Molise.
Il cereale di base più usato in assoluto è il mais, importato in Europa dalle Americhe nel XV secolo, che le dà il caratteristico colore giallo, mentre precedentemente era più scura perché la si faceva soprattutto con farro o segale, e più tardivamente anche con il grano saraceno, importato dall’Asia. La prima coltivazione di mais documentata nel nord Italia risale a Lovere, in Val Camonica, da parte del nobile Pietro Gajoncelli, che pare che nel 1658 avesse importato i primi 4 chicchi di mais dalle Americhe.
Ma come si serve la polenta? Le ricette variano a seconda della regione o delle diverse località italiane. Nel Lazio, per esempio, ma anche nelle Marche e nel Molise, la polenta viene consumata tradizionalmente con due tipi di condimento: il primo un sugo di pomodoro con spuntature di maiale e salsicce, il secondo in bianco, ovvero a base di un soffritto di aglio, olio, peperoncino, salsicce e guanciale oppure pancetta. Entrambi i condimenti possono essere arricchiti da una abbondante manciata di pecorino grattugiato. Ci sono varianti nelle diverse province della regione: per esempio nel Basso Lazio il sugo di salsicce e spuntature prevede che metà delle salsicce siano di fegato; inoltre una parte della polenta non viene coperta col sugo, ma con broccoletti stufati.
E che dire della celebre polenta e osèi? Piatto tipico Bergamasco e della cultura contadina, la sua caratteristica è quella di accompagnare la polente con uccelli (gli osèi) come fagiani e altri uccelli facilmente reperibili nella pianura bergamasca. Molto diffuso però l’accoppiamento della polenta con cünì/cönécc (coniglio) e altri carne cotte come brasati o arrosti. La polenta si abbina con un vino rosso fermo, di medio corpo, anche novello come il Alto Adige Cabernet-Merlot, il Cabernet-Sauvignon, la Barbera, il Cabernet, il Rosso del Trentino, il Petit rouge della Valle d’Aosta, il Sassella e l’Inferno.

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