Arriva l’estate, ecco cosa tenere sempre in frigo 

In frigo
18.06.2015

Dall’aglio alla cipolla, due piante bulbose usate come condimento dalle proprietà nutrizionali e curative innumerevoli. Da usare sia a crudo che cotto. Dal melone, frutto della bella stagione per eccellenza, ai pomodori per l’insalata. E per finire una bella scorta di ciliegie 


L’aglio è una pianta bulbosa, utilizzata come condimento ma anche a scopo terapeutico per le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari. Originario dell’Asia, si è velocemente diffuso nel bacino mediterraneo dove era già conosciuto nell’antico Egitto. L’odore caratteristico dell’aglio è dovuto a numerosi composti organici di zolfo tra cui l’alliina ed i suoi derivati, come l’allicina ed il disolfuro di diallile. Indipendentemente dalla varietà (dall’aglio di Caraglio al rosso di Sulmona, dall’aglio di Vessalico all’aglio rosso di Nubia) presenta diverse proprietà curative: antiipertensivo, antielmintico (gli elminti sono una classe di vermi che possono parassitare l’intestino), antiossidante ad opera di molti composti, come i vari solfuri, il selenio e le vitamine dei gruppi B e C, rimedio per raffreddore e influenza, antitumorale (in vitro) ad opera di ajoene e disolfuri, antitrombotico anche qui ad opera dell’ajoene ad azione antiaggregante piastrinica e chelante. L’uso dell’aglio crudo tritato finemente sui cibi come sughi, carne ed insalate è un ottimo coadiuvante per la cura dell’ipercolesterolemia, di bronchiti catarrali, e dell’elmintiasi (nei bambini in special modo poiché portano sporcizia alla bocca). Il consumo di aglio dà un generale senso di benessere all’organismo per la sua azione anti batterica quindi antinfettiva. Essendo anche un ottimo stimolante digestivo e diuretico viene anche utilizzato in forma di infuso (dai 5 ai 10 g in un litro di acqua) mentre per un’azione antisettica dai 10-15 g in decotto. Per ovviare almeno in parte al disagio del conseguente “alito pesante” si deve privare l’aglio del piccolo germoglio verde interno facilmente estraibile.
La cipolla è una pianta bulbosa, erbacea biennale il cui ciclo di vita, in coltivazione, viene interrotto a un anno per destinarla al consumo. Il suo utilizzo principale è quello di alimento e condimento, ma è anche adoperata a scopo terapeutico per le proprietà attribuitele dalla scienza e dalle tradizioni della medicina popolare. La cipolla è uno degli aromi più usati nella cucina di tutti i paesi. Il suo gusto particolare dà alle preparazioni quel sapore che esalta gli altri ingredienti usati nei vari piatti della cucina nazionale e internazionale. Cruda, la cipolla viene usata nelle insalate, specie con il pomodoro o i fagioli, ed è molto usata soprattutto in estate. È uno dei 3 odori principali, insieme a sedano e carota, usati per il brodo di verdure. Anche nel campo della medicina la cipolla riveste la sua importanza per le sue proprietà diuretiche. È inoltre utilizzata come principio attivo di alcune creme cicatrizzanti. La cipolla contiene composti solforati (doti antibiotiche) e cromo, che contribuiscono a contenere la glicemia e i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, a prevenire l’aterosclerosi e le malattie cardiache. Contiene inoltre numerosi flavonoidi, tra cui la quercetina, che sembrano avere effetti anticancerogeni, e composti dotati di proprietà antinfiammatorie.
Il melone è una pianta rampicante della famiglia Cucurbitaceae. Il termine melone indica sia il frutto che la pianta stessa, a seconda dei contesti in cui viene utilizzato. È largamente coltivata per i suoi frutti commestibili, dolci e profumati. È una pianta erbacea strisciante o rampicante, annuale. Nonostante la copiosa fioritura, che dura tutta l’estate da maggio a settembre, solo il 10% diventa frutto.
Tra le diverse varietà di pomodori, eccone due particolarmente adatte per l’insalata. Il tondo insalataro si presenta a grappolo oppure singolo, ha una polpa solitamente consistente e si mantiene a lungo. Ha bisogno di una buona esposizione al sole e un clima caldo per acquistare un sapore dolce e fragrante. Il costoluto fiorentino o Grinzoso (Toscana), invece, ha una forma molto caratteristica in cui le pareti delle costole rientrano anche di molto all’interno del frutto, da cui il nome costoluto o grinzoso. Si presta ad essere utilizzato sia in insalata che nella preparazione di sughi, previa scottatura e rimozione della pelle, che è piuttosto spessa. La polpa è soda, con pochi semi e poca acqua.
La ciliegia è il frutto del ciliegio (Prunus avium), una pianta ottenuta da ripetute ibridazioni della specie botanica. Il nome dialettale, così come quello portoghese, francese, spagnolo e inglese, deriva dal greco kérasos ed è legato a quello della città di Cerasunte (o meglio Giresun), nel Ponto (l’attuale Turchia) da cui, secondo Plinio il Vecchio, furono importati a Roma nel 72 a.C. da Lucio Licinio Lucullo i primi alberi di ciliegie. Se ne distinguono due diverse specie botaniche: il ciliegio dolce (cosiddetto Prunus avium), che produce le ciliegie che siamo abituati a consumare come frutta fresca, e il ciliegio visciolo (Prunus cerasus) che produce le amarene e le marasche, genericamente definite come ciliegie acide. Il frutto matura nel periodo primaverile-estivo e contiene un solo seme duro, color legno. Le antocianine, contenute in elevate quantità nelle ciliegie, inibiscono la cicloossigenasi, gli enzimi che rispondono a processi infiammatori segnalando la sensazione di dolore; il risultato è simile a quello dell’aspirina e dell’ibuprofene senza però effetti collaterali. Le antocianine hanno inoltre un’azione antiossidante e sono efficaci nell’inibire il cancro al colon. La raccolta ha inizio dalla metà di maggio fino ai primi di luglio.

Condividi