Cachi e zucche, la tavola si colora d’arancione 

In frigo
17.11.2014

In passato veniva chiamata «il maiale dei poveri». Oggi la zucca è un ingrediente alla base di numerose ricette che spaziano dal dolce al salato. Un vero e proprio jolly per la vostra cucina. Arancione è anche il caco, un frutto biologico ricco di zuccheri. I cinesi celebravano la pianta, considerata l’albero delle sette virtù 


Importata dall’America, al suo arrivo in Italia si guadagnò ben presto l’appellativo di «maiale dei poveri». Certamente meno costosa della carne ma ricca di vitamine A e C, betacarotene, fosforo, potassio, calcio è un vero e proprio mix nutritivo. Stiamo parlando della zucca: fiori, polpa e semi da mangiare. Ma neppure la buccia è da buttare via: svuotata ed essiccata, gli antichi romani la utilizzavano come contenitore per sale e cereali, vino e latte. Insomma, un vero e proprio jolly nella vostra cucina, un ingrediente versatile alla base di diverse pietanze. Dai risotti ai dolci, dai ravioli ai contorni. Dolcissima e gustosa, è un alimento ricorrente nelle diete povere di calorie, adatto per i diabetici vista la scarsità di zuccheri. Numerosi gli impieghi della sua pianta, inoltre, in ambito erboristico, fitoterapico e cosmetico. Se per mangiarne i semi è sufficiente essiccarli dopo averli salati, anche i fiori possono essere serviti fritti o semplicemente scottati in padella e, ancora, utilizzati come base per pasta e frittate. Ma è certamente la polpa il “pezzo” forte della zucca. Può essere cotta a vapore, bollita come ingrediente per zuppe e minestroni oppure tagliata a cubetti e cucinata in padella come le patate. Ottimo anche il risultato della cottura al forno: dopo aver tagliato la zucca a metà, privata dei semi ed accuratamente lavata, può essere tagliata a spicchi e cucinata direttamente in forno. Dal salato al dolce, lessa o cotta in padella, la polpa essere usata anche come base per le torte.
Restando in tinta con il tema, nel mese di Halloween, dall’arancione della zucca ecco pure quello del caco. Un frutto per sua natura biologico dal momento che, non essendo soggetto agli attacchi degli insetti, la sua coltivazione non richiede, solitamente, il ricorso a pesticidi o altri prodotti chimici. Da “Pane degli Dei” ad “albero della pace, per aver scampato anche il disastro nucleare di Nagasaki che diede fine, di fatto, alla II guerra mondiale, come la zucca anche il caco ha origini antiche. La sua prima apparizione è, geograficamente, collocata in Oriente. I cinesi ne definirono la pianta, «albero delle sette virtù». Per la sua lunga vita, per l’ombra che i suoi rami generano, per il riparo per un nido sicuro offerto agli uccelli, per essere immune agli attacchi degli insetti, per le sue foglie decorative, per il suo legno perfetto per il riscaldamento, per il nutrimento che le foglie cadute dai rami offrono alla terra. Ricco di importanti benefici per la salute, il caco deve il suo colore arancione, alla consistente presenza di beta-carotene (un precursore della vitamina A). Sapore dolce, per la presenza considerevole di fruttosio e glucosio nella sua polpa, ricca anche di potassio (che ne esalta le proprietà diuretiche) e di fibre (che ne fanno un frutto dalle proprietà lassative).

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