Intolleranze alimentari, il nemico invisibile 

In famiglia
26.05.2015

Colpiscono il 10% degli adulti e il 13% dei bambini. Sono causa di disturbi gastrointestinali, dermatologici o respiratori da non confondere con i sintomi delle allergie. Colpiscono l’intestino e, nei casi più gravi, il sistema immunitario. Si combattono eliminando dalla dieta gli alimenti che le causano


E’ un fenomeno in crescita. Che riguarda il 10% degli adulti e il 13% dei bambini. Si manifesta con disturbi ricorrenti e persistenti. Dai capogiri alla stanchezza, dall’insonnia alle dermatiti. Riconducibili ad un problema specifico: una o più intolleranze alimentari. Si tratta del sintomo di una reazione dell’organismo ad alcuni cibi di consumo comune che producono stimoli tossici innanzitutto per l’intestino, coinvolgendo nel tempo anche il sistema immunitario provocando reazioni infiammatorie.
Vanno distinte dalle allergie che sono reazioni dell’organismo a sostanze irritanti (i cosiddetti allergeni) presenti nei pollini, nelle polveri ma anche in alcuni alimenti. Sono scatenate dalla presenza degli anticorpi IgE nel sangue, che, una volta entrati in contatto con gli allergeni, possono provocare reazioni violente e immediate. Al contrario, le intolleranze sono una manifestazione lenta e progressiva dell’intestino che non tollera determinati cibi. I sintomi (organici, epidermici e psicosomatici) si manifestano sotto forma di problemi gastrointestinali, dermatologici o respiratori. La diagnosi è affidata ad esami specifici. Ma è molto utile anche la cosiddetta dieta ad eliminazione, attraverso la quale è possibile valutare se i sintomi si attenuano escludendo alimenti sospettati di essere la causa dell’intolleranza.
In definitiva, le intolleranze dipendono dal consumo, specie se eccessivo, di alcune tipologie di cibi. Il primo rimedio, pertanto, è quello di evitare di mangiare le stesse cose troppo frequentemente. Il grano, latte e derivati, lieviti, uova, frutta secca e soia, sono gli alimenti responsabili delle più comuni e diffuse intolleranze. Eliminare dalla dieta questi cibi o, ad esempio nel caso del glutine, scegliere prodotti senza glutine, può aiutare a risolvere il problema.

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