Cassoeula e cotechino con un sorso di Lombardia 

In Cantina
01.12.2015

Dalla tradizione del Franciacorta, vino spumante Docg prodotto nelle versioni bianco, rosé, Satèn, noto in tutto il mondo per il gusto morbido e setoso. Al celebre Oltrepò Pavese Bonarda, un rosso Doc perfetto per accompagnre piatti tipici regionali, carni e salumi


A dicembre la cantina di Gros fa tappa in Lombardia. Il Franciacorta è uno spumante Docg la cui produzione è consentita in provincia di Brescia e che deve il suo nome all’omonima zona. La caratteristica fondamentale è che l’unico metodo ammesso per la presa di spuma è quello tradizionale ovvero la rifermentazione in bottiglia (quella utilizzata da 3 secoli in Champagne), detto anche metodo classico. Dal 1967 al 1995, il nome Franciacorta era usato anche per designare vini Doc rossi e bianchi prodotti nella stessa area. In seguito, questi vini sono stati ribattezzati Terre di Franciacorta e, nel 2008, Curtefranca. La zona di produzione, delimitata dal disciplinare, comprende l’intero territorio dei comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Corte Franca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo-Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano,Provaglio d’Iseo, Cellatica, Gussago e parte dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato, Cazzago San Martino, Brescia. Per ragioni storiche, sono consentite le operazioni di vinificazione, imbottigliamento (tiraggio), elaborazione, compresa la fermentazione in bottiglia, anche nella frazione San Pancrazio di Palazzolo sull’Oglio. Il disciplinare della Docg Franciacorta prevede tre versioni di spumante: bianco, rosé, Satèn. Una versione di Franciacorta unica al mondo nel genere è quella Satèn, definita in origine cremànt, “cremoso”, per la produzione più bassa di Co2. Il Satèn, con la minore percezione della pungenza, dà una sensazione più morbida, setosa, rotonda.
L’Oltrepò Pavese Bonarda è un vino Doc la cui produzione è consentita nella provincia di Pavia. Il vitigno utilizzato per la sua produzione è la Croatina detto tradizionalmente Bonarda nelle zone dell’Oltrepò e del Piacentino. Già considerato una tipologia della Doc Oltrepò Pavese, ha ottenuto la qualifica di Doc a se stante con la denominazione ufficiale di Bonarda dell’Oltrepò Pavese. Colore rosso rubino intenso, odore intenso e gradevole, delicato sentore di lieviti, gusto secco o amabile, leggermente tannico, fresco e talvolta vivace o frizzante. La versione più diffusa di questo tipico prodotto dell’Oltrepò si presenta vivace o frizzante e si abbina a piatti di salumi, bolliti, cotechino, zampone, cassoeula. Anche paste asciutte con sughi a base di pomodoro meglio se con carne, risotti con carne e legumi, ravioli di carne anche in brodo. Esiste però anche una variante ferma, molto più corposa e strutturata (celebre ad esempio il Gaggiarone, prodotto sull’omonimo colle di Rovescala), ideale per le carni rosse e i salumi.

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