E’ l’etichetta il miglior alleato tra gli scaffali 

È tempo di...
09.10.2014

Dai prodotti alimentari ai detersivi, passando per i capi di abbigliamento. Leggetele con attenzione per evitare brutte sorprese. Ecco qualche suggerimento per capire cosa c’è scritto e scegliere con cura cosa comprare. Spesso indicano anche come smaltire le confezioni


Uno dei migliori alleati del consumatore, strumento indispensabile per orientare correttamente le scelte commerciali, è sicuramente l’etichetta, apposta sul prodotto per informare l’acquirente sulle reali caratteristiche e proprietà del prodotto stesso. A patto di saperla leggere, s’intende. Regolamentata dalla normativa europea, la disciplina dell’etichetta fissa, a carico del produttore, l’obbligo di chiarezza e veridicità delle informazioni e il divieto di confusione o illusorietà sulla qualità del prodotto.
Presente su diverse tipologie di prodotti (dai detersivi agli indumenti), il campo principale di applicazione dell’etichetta resta quello alimentare. In cui possiamo distinguere tre diverse tipologie di etichette a seconda delle modalità di vendita dei differenti alimenti. Quelli venduti sfusi, per cominciare, cioè senza nessuna confezione, come frutta, ortaggi e prodotti del banco gastronomia di un supermercato. In questo caso le indicazioni vanno affisse sul recipiente di vendita. Quelli preincartati, confezionati cioè direttamente sul luogo di vendita, come pane, carne, formaggi e salumi: l’etichetta deve segnalare, in questi casi, eventuali ingredienti o coadiuvanti tecnologici che possono provocare allergie o intolleranze. E, infine, quelli preconfezionati direttamente dal produttore: sono i più diffusi in commercio e per questo quelli più soggetti a restrizioni normative. Ecco cinque regole per leggere correttamente le etichette dei prodotti alimentari. Uno: più è elevato il numero delle indicazioni, maggiore è la qualità del prodotto. Ad esempio «Olio extra vergine di oliva di prima spremitura» indica una qualità superiore dispetto alla semplice dicitura «olio di oliva». Due: gli ingredienti vanno indicati, per legge, in ordine decrescente di quantità (dalla maggiore alla minore). Tre: controllare sempre il peso netto (sgocciolato) dell’alimento per evitare di farsi trarre in inganno dalle dimensioni delle confezioni. Quattro: non fidatevi troppo dell’immagine del prodotto riportata sulla confezione, che ha il solo scopo di richiamare la vostra attenzione e che non sempre corrisponde all’immagine reale. Cinque: cercate sempre di dare una mano all’ambiente. A parità di prezzo e di qualità, scegliete alimenti confezionati con materiali riciclati o riciclabili.
E, a proposito di ambiente, molte etichette contengono anche le indicazioni per lo smaltimento delle confezioni. Seguitele per la vostra raccolta differenziata. Come detto, l’etichettatura non riguarda solo i prodotti alimentari. Per legge, tutti i prodotti tessili e di abbigliamento devono, per poter essere messi in vendita al pubblico, «obbligatoriamente» essere muniti della etichetta di composizione fibrosa che deve essere redatta in lingua italiana con caratteri facilmente leggibili e chiaramente visibili. Anche per i detersivi e per i prodotti per la pulizia della casa, è molto importante leggere le etichette per scegliere quelli meno pericolosi per la salute e e più rispettosi dell’ambiente. 

Condividi