Tè classici, colorati e di origini e culture diverse 

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08.04.201908.04.2019

Esploriamo i benefici di questa bevanda, le sue principali qualità e alcuni suggerimenti per la preparazione


Il è una delle bevande più amate in tutto il mondo.

Tutti lo beviamo, in pochi lo conosciamo davvero bene: le tipologie di tè si differenziano soprattutto per i processi di lavorazione che le foglie subiscono.

A fare la differenza sono anche i Paesi di produzione: India, Giappone, Cina e Africa.

 

La pianta del tè, la Camellia Sinensis, è un arbusto sempreverde dalle cui foglie essiccate si ricava il maggior numero di varietà di tè.

 

Tè bianco: uno dei più pregiati, deve il suo nome alla peluria bianca delle gemme.

In tazza presenta una infusione molto chiara dal gusto delicato e dolce, a volte addirittura mielato.

 

Le sue principali caratteristiche sono:

  • ricco di proprietà antiossidanti
  • riduce il colesterolo e mantiene pulite le arterie
  • aiuterebbe a prevenire il cancro al colon, alla prostata e allo stomaco inibendo la crescita di cellule cancerogene e il loro sviluppo
  • fluidifica il sangue migliorando anche la funzionalità delle arterie
  • contribuisce all’abbassamento della pressione
  • può ridurre il rischio di infarti, osteoporosi e dolori articolari
  • aumenta le difese immunitarie e riduce lo stress

 

Il tè giallo: tè raro, che non subisce fermentazione e che deve il nome al colore della sua infusione.

Ha una fragranza leggera e contiene poca caffeina.

 

Tè blu anche chiamato oolong o semifermentato: non è nero né verde, è un tè che subisce una parziale fermentazione e si presenta con foglie di colore verdastro se la fermentazione è breve, rosso scuro se è media.

Il sapore e’ intenso e molto aromatico che ricorda legni e frutti di bosco.

Alleato nelle diete dimagranti in quanto aumenta il metabolismo.

 

Tè nero: subisce una fermentazione totale.

Di colore scuro, il sapore è intenso.

 

Tè verde: uno dei più conosciuti e disponibili negli scaffali dei supermercati. Il tè verde contiene la più alta concentrazione di principi antiossidanti.

Ha un sapore sapore che ricorda quello del fieno, delle castagne bollite e degli spinaci.

 

Tè Pu-erh: tè post-fermentato, stabilizzato prima di essere sottoposto al processo di fermentazione delle foglie.

 

Tè matcha: tè verde giapponese che non viene venduto in foglie, ma in polvere.

Ottimo da bere, come colorante alimentare naturale e per la preparazione di dolci giapponesi, di cioccolatini e biscotti.

Come si prepara una buona tazza di tè?

 

Il processo di preparazione del tè è molto semplice e, al tempo stesso, se preparato in modo errato, può avere un sapore tendente all’amaro. Bevuto in casa o in una sala da tè esalta il suo sapore se si seguono semplici passaggi.

 

  1. Far bollire l’acqua: la scelta dell’acqua è una variabile fondamentale (così come lo è per la preparazione del caffè) ed è opportuno utilizzare acqua in bottiglia oppure acqua del rubinetto filtrata.
  2. Scaldare la tazza o il contenitore nel quale si verserà il tè. Questo permette di avere uno scambio di calore minimo tra l’acqua calda portata ad ebollizione e il nuovo contenitore nel quale si preparerà il tè.
  3. Inserire nella tazza il tè (in bustina o un cucchiaino di foglie se il tè è sfuso) e versare l’acqua bollente. Generalmente è bene far raffreddare l’acqua per 30-45 secondi prima di essere versata nella tazza.
  4. Lasciare il tè in infusione: i tempi variano a seconda del tè scelto. Si va dai 3 ai 5 minuti per il tè verde, giallo e nero. La qualità Oolong richiede fino a 7 minuti di infusione.
  5. A questo punto durante il servizio è possibile aggiungere zucchero, miele o latte a seconda dei gusti personali.

 

Per chi usa la teiera è importante che questa sia di un materiali che non alteri il sapore del tè. Si escludono teiere di metallo, mentre le più adatte risultano essere quelle di ceramica o di porcellana.

 

Un altro aspetto che permette di esaltare il sapore del tè utilizzato è quello del lavaggio della teiera, che non deve mai essere eseguito con detersivo a mano o in lavastoviglie, ma con acqua e bicarbonato. Questo è in grado di contrastare qualsiasi alterazione delle proprietà del tè.

 

Come conservare il tè?

 

C’è da sapere che il tè subisce un’alterazione se esposto alla luce e all’umidità. Inoltre qualsiasi tè si scelga, avrà una durata e una scadenza generalmente comprese tra i 12 e 18 mesi.

 

La forma più efficace ed elegante per la conservazione del tè è la scatola di latta. Può essere più o meno grande, disegnata o firmata, sicuramente avrà quella caratteristica principale di mantenere il contenuto al riparo da luce e cambiamenti di temperatura e umidità.

 

Altra soluzione è quella di utilizzare contenitori che abbiano una chiusura ermetica e che proteggano il contenuto dall’esterno. Possiamo ad esempio considerare il vetro scuro, la porcellana e la ceramica.

 

Un aspetto importante è quello di non lasciare il contenuto all’interno di sacchetti di plastica o simili per mantenere le proprietà del tè integre nel tempo.

 

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